| Stampa:Stagione sportiva 2009 - 2010 |
4 Ottobre 2009
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A Dil./B - Beffa finale per Trapani
di Fabrizio Gianquinto
Proviamo ad imbastire una sceneggiatura per un film sportivo. Facile individuare la location, palazzetto dello sport “Tre Santi” di Alcamo, casting curato direttamente da Giovanni Benedetto e Furio Steffè. Il soggetto è l’anticipo del secondo turno del campionato di A Dilettanti, girone A, sul “casalingo” di Alcamo Trapani ospita Palestrina. Entrambe le squadre hanno vinto il primo turno confezionando due splendide vittorie. Il sapore di uno spareggio rende piccante il nostro film. La trama si svolge davanti ad una vera e propria bolgia, il palazzetto è pressoché pieno ma stiamo parlando di 1000 posti scarsi. Guardando il bicchiere mezzo vuoto possiamo immaginare il disastro di una campagna abbonamenti, quella granata, minata da mille problemi logistici. Tanto da indurre i Trapanesi Granata ad esporre uno striscione polemico nei confronti del Comune di Trapani reo di non avere appaltato i lavori per la ristrutturazione del Palailio nei tempi promessi.
Partono bene i granata con Santarossa cui risponde Alessandri venuto in Sicilia con il coltello tra i denti. Ma anche l’ex Plateo vuole convincere i tifosi granata che l’anno trascorso a Trapani è stato infausto suo malgrado. E lo fa con triple e giocate da consumato leader. Canelo ha già 2 falli e così per buona parte del primo tempo le chiavi della regia vengono affidate a Tessitore. Trapani può persino godere di 9 punti di vantaggio mantenendo il filo del discorso interrotto proprio da Filo Alessandri che con maestria imbecca Plateo e Laudoni pronti ad appoggiare comodamente. Masper regge l’urto sotto canestro contro Gagliardo e Gironi ma sono i piccoli dei prenestini a vivacizzare l’incontro. Il primo tempo si chiude sul punteggio di 42-40, Trapani ha dilapidato un discreto margine attaccando con confusione senza riuscire a chiudere sugli esterni avversari.
La trama del nostro film adesso si trasforma e lascia spazio ad un metro narrativo confusionario e di difficile comprensione. Un film d’essai con inserti comici confezionati dalla coppia in grigio che con decisioni di dubbia lettura trasforma i falli in contatti e i contatti in falli. Da una parte e dall’altra sia chiaro. L’attacco di Trapani è poco molesto alla ricerca di soluzioni dall’arco con tiri impossibili. Masper è poco servito e viene lasciato in area in balia dei lunghi biancoverdi. E i prenestini ne approfittano grazie a Lagioia. Il punteggio di 12-13 in questa frazione tradisce l’anti basket visto. Ma è una partita point by point con numerosi rovesciamenti di fronte, il peraltro basso prezzo di ingresso è ampiamente riscattato.
In ogni film di buona fattura deve esserci il finale. Che sia un happy end o meno, non importa. Il prologo della fine è appannaggio di Santarossa ed Evangelisti che spezzano le reni al nemico con due triple da urlo, Benini a perdere non ci sta e vuole scrivere il suo nome nel tabellino. Canelo vivacizza l’azione ma in difesa è piuttosto leggero. Segue un antisportivo inesistente fischiato a Evangelisti che di fatto riporta a galla la flotta steffiana. Con Alessandri chiaramente candidato all’oscar come migliore attore protagonista e il pariruolo dominicano che paga l’inesperienza penetrando a testa bassa con una vita da giocare e sciupando un pallone importantissimo, recuperato da Alessandri che con un gioco da tre punti rimette tutto in discussione. Falli sistematici ci portano alla conclusione del film. In un torneo di texas hold’em, il poker a due carte coperte che impazza sul web e non solo, si chiamerebbe bloody river. Ossia sostanziale parità con l’ultima carta comunitaria da scoprire che può cambiare il destino della mano.
Scriviamo il finale del film. Un migliaio di persone in silenzio osservano Alessandri in palleggio che scarica su Lagioia. L’ala perugina ha il tempo di sistemare il pallone senza che nessuno lo attacchi, tira dall’arco sotto lo sguardo ora incredulo ora speranzoso dei presenti la cui pressione arteriosa arriva a livelli inimmaginabili, la palla colpisce il ferro e si impenna per un paio di metri cadendo a canestro senza smuovere di un capello la retina. Esultanza dei prenestini mentre la preghiera dalla propria metà campo la lancia Evangelisti. Finisce 69-72.
Triste finale di una partita abbordabile, da una parte e dall’altra. Chiunque avesse vinto, avrebbe meritato come ha meritato Palestrina. Trapani ha sofferto l’inesperienza di Canelo che ha comunque prodotto giocate di buon livello, la fase difensiva è da rivedere mentre Masper è stato lasciato troppo tempo fuori dai giochi. Condannati da un canestro fortunoso ma… quel pallone non doveva essere tirato senza disturbo.
Palestrina si gode il primato, a Trapani non resta che pensare al prossimo derby contro Agrigento.
TRAPANI
Corral 3, Di Capua 2, Canelo 7, Evangelisti 21, Tessitore 12, Santarossa 14, Masper 9, Candela , Marcante 1, Mollura ne. All. Benedetto
PALESTRINA
Alessandri 17, Bronzino , Laudoni 6, Gagliardo 4, Lagioia 12, Benini 6, Gironi 9, Rischia 2, Barraco ne, Plateo 16. All. Steffè
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Palestrina, Steffè: "Decisivo il nostro approccio alla gara"
di Ufficio Stampa Palestrina Basket
Palestrina torna dalla Sicilia con due punti che pesano, cosa le e' maggiormente piaciuto di questo incontro?
"Il modo con cui abbiamo approcciato la gara e' stato decisivo, siamo stati bravi a tenere il controllo riuscendo a recuperare quando Trapani provava ad allungare, consentendoci di giocare il finale punto a punto. E' questo lo spirito col quale possiamo fare bene e lo stesso che dovremo mettere in mostra gia' da domenica prossima in casa con Sant'Antimo, un avversario che rispettiamo e che abbiamo visto proprio qui in Coppa Italia essere di assoluto valore. Noi manteniamo questo basso profilo vivendo alla giornata, continueremo a prepararci senza alzare la testa per vedere in alto, c'e' da conquistare la salvezza e questi punti che stiamo facendo sono un primo passo.
"Ha da fare qualche menzione particolare?
"Non credo di dover parlare di qualcuno in particolare perche' la squadra ha fatto bene nella sua interezza, ma il mio ringraziamento va innanzitutto a chi ci ha messo in grado di preparare al meglio questa trasferta, alla societa' dunque e ai vari Mauro Braghese e Luca Tomassi che ci sono stati vicini e organizzato questa trasferta logisticamente non facile. Sono contento del feeling che si e' instaurato tra lo staff tecnico e la squadra, e tra gli stessi e la dirigenza o lo staff organizzativo: questo e' il modo migliore per lavorare al massimo.
"C'e' da parlare di fortuna per la vittoria?"
Il tiro che ci ha permesso di vincere e' stato fortunoso, e' vero, ma non dobbiamo dimenticare come Palestrina si sia costruita questo tiro. Conducendo una partita senza perdere la testa e ottenendo meritatamente la possibilita' di chiuderla nell'ultima azione, che e' stata poi pensata e realizzata alla perfezione. Poi ovviamente un tiro puo' entrare come non entrare, ma l'importante e' poterci arrivare ad effettuarlo. Non dimentico inoltre la difficolta' dell'impegno, sia per il valore dell'avversario che per il campo su cui abbiamo giocato, che per la sua conformazione si presta ad un tifo caldo e rumoroso, ma che in ogni caso si e' mantenuto corretto senza cori contro e solo a favore della propria squadra."
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