Stampa:Stagione sportiva 2009 - 2010
17 luglio 2010

Fortitudo Bologna retrocessa in Prima Divisione

Terminato il Consiglio Federale, le indiscrezioni trapelate nella mattina sono diventate ufficiali, per bocca del Presidente della FIP Dino Meneghin, che ha rilasciato una dichiarazione. Pertanto è confermato ufficialmente che la Fortitudo non è stata radiata ma retrocessa nel campionato di Prima Divisione dell’Emilia-Romagna. Analoga sorte è toccata a Vigevano, che è stata collocata nel campionato di Seconda Divisione lombardo.
Per quanto riguarda i ripescaggi in LegaDue, i posti vacanti sono stati assegnati a Forlì e San Severo, che avranno tempo fino al 30 luglio per regolarizzare la propria posizione nei confronti della COMTEC. Bruno Trebbi

 

FONTE: www.bolognabasket.it


Basket Fortitudo, niente radiazione
Giocherà in prima divisione La squadra di Bologna, campione d'Italia appena cinque anni fa, estromessa dai campionati nazionali per la grave situazione debitoria. Out anche Vigevano. In Legadue ripescate Forlì e San Severo


BOLOGNA - Non c'è stata la radiazione, per la Fortitudo basket Bologna. E non è detto che sia il male minore. Dopo la decisione della Comtec che ha bocciato i conti della società escludendola, per il secondo anno consecutivo - stavolta dopo una promozione conseguita sul campo - dalla LegaDue, oggi la Federazione ha costretto la società bolognese a ripartire dalla Prima divisione regionale (stessa sorte è toccata a Vigevano, al loro posto ripescate in Legadue Forlì e San Severo). Infliggendole il massimo della pena "tecnico" alla fine di una stagione per molti versi sconcertante. La "Effe" infatti, mai come in questo caso, sconta i peccati del suo presidente, Gilberto Sacrati, condannato oggi come ieri a rincorrere scadenze non rispettate, stipendi non versati, contratti non ottemperati. Perché sconcertante? Ma perché il primo dirigente è stato da tempo abbandonato. Dai tifosi, in primis, che da lunghi mesi lo hanno costretto a disertare il palasport; dalla squadra, in secundis, che proprio quando la stagione di A dilettanti entrava nel vivo, ha stilato un comunicato in cui annunciava di andare avanti solo per "spirito di corpo".

Quello stesso spirito di corpo che non è stato garanzia sufficiente dinanzi alla Federazione per rispettare il risultato sportivo; quello spirito di corpo che, cifre alla mano, conferiscono alla società ora sbattuta in fondo allo Stivale della palla a spicchi una media spettatori-incassi tra le più elevate d'Italia.

Tutto inutile. La tifoseria ci ha provato, ha persino tentato di dare vita all'azionariato popolare, raccogliendo centinaia di migliaia di euro. Cifra impossibile da definire giuridicamente, in sede federale, evidentemente. Anche perché, di sicuro, non messa nelle mani bucate dell'attuale reggente societario. Mentre i giocatori ora saranno liberi di accasarsi dove preferiscono, i tifosi si spaccano: c'è chi ha da lungo tempo invocato il fallimento come unica via d'uscita, in uno sport dove il mercato dei titoli sportivi spinge in cima anche chi è finito all'inferno, in un battibaleno. Il calvario, invece, continua. Perché Sacrati resta inchiodato alle sue responsabilità, ai debiti da saldare, lui che ha messo in vendita il club a un euro, ma ben dopo la linea del traguardo sportivo della promozione. Avrebbe fatto bene dopo essersi distinto, un anno fa, come il presidente che ha firmato la doppia retrocessione, dalla A1 alla A dilettanti.

La storia del club più finalista degli anni '90, arrivato pochi anni fa al titolo di vicecampione d'Europa, comincia il suo declino allorché la bandiera Gianluca Basile, vinto lo scudetto a Milano (stagione 2004-2005), chiede di essere ceduto al Barcellona. Un anno ed è Seragnòli, il proprietario dei record, che si fa da parte. E' il primo segnale di un club "larger than life" come dicono gli inglesi. Arriva Martinelli, avventuriero abruzzese, l'uomo del fallimento a Roseto. Promette mari e monti, resta pochi mesi, se ne va dopo aver cacciato per bestemmia (!) il viceallenatore della Nazionale Frates ed essersi esibito in tagli a tutto spiano. Cede a Sacrati, immobiliarista... lo potete trovare seduto a molti tavolini dei bar più eleganti del centro. La gestione Martinelli è assai discutibile. Ma ha il pregio di "tagliare" una società troppo articolata (non ce ne voglia l'amico Pellacani... ma di un art director il basket può fare a meno). Bene, con Sacrati, sia pure con contratti a progetto, il club aumenta di dipendenti anziché mantenere un regime tornato sobrio. La disinvoltura con cui il presidente "esce la grana" fa persino pensare a "padrini" miliardari (come Consorte). Arrivano però secche smentite. E il pozzo-Sacrati si scopre che ha un fondo. Non prima di scelte scellerate, soprattutto il contratto al coach fantasma (cioè mai visto allenare a Bologna) l'israeliano Drucker.

Arrivano sponsor "finti", cioè marchi di persone che hanno la delega a trovare sponsor con i soldi. Non arriva invece "il parco delle stelle" avveniristica struttura sportiva ma non solo che Sacrati indica come l'oggetto per fare grande anche la Effe. Che, a un certo punto, diventa persino un "ramo d'azienda"...

Molte altre se ne potrebbero raccontare. Basti come chiosa, amarissima beffa, raccontare della vigilia dell'ultima stagione di A1. Quando in Lega si discusse sull'eventualità di disputare una stagione senza retrocessioni, indovinate quale fu la società ad opporsi...


( 17 luglio 2010 )
DIEGO COSTA



Trapani fra palco e realtà

di Fabrizio Gianquinto

Nessun comunicato ufficiale per il Basket Trapani dei fratelli Massinelli, niente di nuovo sotto il sole per l’amarezza dei tifosi, impazienti di conoscere il nuovo volto di una squadra da costruirsi per la promozione in Legadue, con nessun altro obbiettivo possibile. Il gm Lima mantiene il più stretto riserbo sulle trattative di mercato che adesso vivono fasi concitate grazie a nuovi scenari apertisi dopo il ripescaggio di San Severo in Legadue. I pugliesi infatti avevano ufficializzato Manuel Carrizzo, un comandante per la A Dilettanti, un mestierante che ha lasciato il segno e ottimi ricordi in qualsiasi squadra abbia militato. L’ala però non avrebbe spazio in Legadue (i dirigenti pugliesi stanno meditando di annullare l’accordo) e predilige giocare in una categoria che conosce a menadito. Il nome di Carrizzo è stato associato ai granata più volte nel corso degli anni ma problemi congiunturali ne hanno sempre rimandato l’ingaggio. Adesso la possibilità che l’argentino vesta la casacca granata per la prossima stagione si fa sempre più concreta, la trattativa sembra essere in fase avanzata e dopo il colpo Bisconti, ormai ufficiosamente granata, arriverebbe un colpaccio, linfa vitale anche in chiave abbonamenti.

E i tifosi sognano. Sognano un quintetto che annoveri tra le proprie fila Evangelisti, Carrizzo, Santarossa e Bisconti. Una eventuale formidabile corazzata che mancherebbe solo del motore. Il playmaker. Detto del sogno Rombaldoni, Lima sta vagliando la disponibilità di Ciccio Guarino, fresco di promozione con Barcellona e artefice di un’ ottima stagione con i cugini giallorossi culminata con il salto di categoria. Una squadra che con Svoboda sesto uomo di lusso potrebbe pensare davvero in grande, al netto di ingaggi di under validi. Gli ultimi anni in questo senso non sono stati prolifici e a quanto pare anche Canelo sembra destinato a fare le valigie. Ancora ignoto il futuro di Gennaro Tessitore, simbolo granata, capitano ed entrato nel cuore dei tifosi. La sensazione è che non ci sia molto spazio per la guardia napoletana. Nei prossimi giorni dovremmo vedere all’opera l’ufficio stampa granata, ancora in vacanza per ovvie ragioni.

Intanto sul fronte Palailio non ci sono rilevanti novità. La burocrazia sembra avere fatto il proprio corso e non ci dovrebbero essere problemi sull’agibilità. Diverso il discorso riguardante il parquet. Ad oggi non sono state bandite gare né sembrano esserci intenzioni ad aprire trattative di aggiudicazione dei lavori. Il Comune dovrebbe attivare la procedura d’urgenza per garantire la sostituzione di quello che eufemisticamente chiameremo pavimento ma che seriamente è diventato un paesaggio lunare fatto di crateri e insidie per i giocatori. Staremo a vedere, stay tuned su RealBasket Sicilia

Nota del wm: buona parte dell'articolo risulta "superato" dal Comunicato stampa
del Basket Trapani del primo pomeriggio di oggi 17.07.2010