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Stagione sportiva 2010 - 2011
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Comunicato n.s. 312-178

Ostuni-Basket Trapani, gara tre (oggi, ore 20.30)
P.S. a proposito delle designazioni arbitrali di oggi

Trapani 03 giugno 2011

I giocatori convocati dallo staff tecnico per l’odierna gara tre della finale-promozione  che il Basket Trapani giocherà ad Ostuni (ore 20.30) sono gli stessi di gara uno e gara due. Rimane l’assoluta precarietà delle condizioni di Walter Santarossa, lontano dalla guarigione per lo stiramento all’arco plantare. Santarossa, come accaduto in gara due, ha espresso la volontà di stare vicino ai compagni e un suo utilizzo è legato a casi di estrema necessità.

CONVOCATI - Luca Bisconti, Gianni Cantagalli, Christian Cappanni, Marco Evangelisti, Francesco Guarino, Marco Mollura, Alessandro Picchianti, Walter Santarossa, Ariel Svoboda, Luca Tardito.

DICHIARAZIONI – Flavio Priulla (assistant-coach Basket Trapani): “L’ennesima partita di playoff avrà una storia diversa dalle altre e richiederà grande attenzione. Ci sono alcune cose buone che abbiamo fatto in gara uno e gara due da cui ripartire. In primo luogo, mi riferisco alla capacità di tutti i giocatori di dare qualcosa in più, data la disponibilità quasi nulla di Santarossa, che per noi è un punto di riferimento essenziale, anche con la semplice presenza. Poi, penso alla determinazione e alla voglia di vincere che ci hanno fatto superare i momenti difficili delle prime due partite. Però, siamo consapevoli che per provare a vincere fuori casa, contro una grande squadra come Ostuni, sarà necessario acquisire maggior continuità nel corso della gara stessa. Anche l’approccio alla partita dovrà essere di grande concentrazione, perché recuperare un break in campo esterno è sempre molto più complicato. Siamo consapevoli dell’importanza della gara, della forza dell’avversaria e anche dal lavoro che abbiamo svolto da agosto fino ad oggi. Non ci rimane che continuare a credere nei nostri mezzi e dare tutto quello che abbiamo. Giocare così frequentemente richiede abilità soprattutto nel ricaricare le energie velocemente, anche dal punto di vista mentale: su questo profilo, molto del lavoro di queste ore è legato all’aspetto psicologico. Saranno altri quaranta minuti di battaglia ma staremo lì a provarci con tutte le nostre forze”.

ARBITRI – Pasquale Pecorella di Trani (BA) e Fabrizio Paglialunga di Massafra (TA). Ufficiali di campo: segnapunti Emanuela Lozito di Brindisi; cronometrista Marianna Napolitano di Brindisi; 24 secondi Valeria Di Serio di Brindisi.

MEDIA – Sul sito www.iltrapanibasket.it, dalle ore 20.30 aggiornamenti in diretta web di Ostuni-Basket Trapani, ad ogni fine quarto.
Su Radio Cuore Trapani (89.6 e 89.9 Mhz), radiocronaca diretta.
Su www.direttabasket.it, radiocronaca diretta in streaming.
Su www.legapallacanestro.it, diretta web e scout finale in tempo reale.
Sul sito www.iltrapanibasket.it, tabellino e dichiarazioni dalle ore 23 circa.

 

ufficio stampa - Fabio Tartamella

Post scriptum

Abbiamo ricevuto un’infinita quantità di segnalazioni sull’inopportunità della designazione arbitrale di gara tre della finale di domani fra Ostuni e Basket Trapani. Molti tifosi, addirittura, ci hanno chiesto come mai non fossimo intervenuti e come mai non avessimo fatto sentire la nostra voce, ecc ecc. Partendo dal presupposto che noi consideriamo “sacri” i nostri tifosi e, in linea di principio, pensiamo che chiunque abbia diritto di esprimere la propria opinione, nel pieno rispetto di cosa pensi ognuno di voi, volevo invitare a riflettere su qualche aspetto.
La designazione di due arbitri pugliesi per Ostuni-Basket Trapani (ricordiamo, Pasquale Pecorella di Trani e Fabrizio Paglialunga di Massafra) è quantomeno originale e (per usare un eufemismo) senza molti precedenti. E’ un po’ come se in gara uno o in gara due avessimo visto arbitrare due "fischietti" di Palermo o Agrigento. Ma in fin dei conti, sono dell’opinione che questa designazione (e, peraltro, siamo tenuti ad avere rispetto anche dei designatori pur non comprendendo le ragioni di una loro scelta) metta in difficoltà soprattutto i due stessi arbitri. Verosimilmente, saranno considerati responsabili delle proprie sventure da chiunque perda la gara di domani. Allora, è nostro dovere (e qui non parlo da uomo della società Basket Trapani ma da uomo di sport, da tifoso e da appassionato di pallacanestro) tentare di facilitare il compito di questi due direttori di gara, provando a non far montare polemiche preventive, che possono solo avvelenare un confronto (storicamente e attualmente correttissimo) fra le due squadre, le due società e le due tifoserie. La cultura del sospetto non ci aiuta, non aiuta gli arbitri, non aiuta il gioco e quindi è nostro dovere cercare di ricordarci che domani si giocherà una partita di basket in cui ci sarà chi vincerà e chi perderà, ma non per merito o colpa degli arbitri. Che siano di Trapani, Ostuni o New York. Perdonate questo slancio etico ma sentivo di voler proporvelo.
Poi, c’è un altro aspetto: se una cosa ci ha insegnato la finale-scudetto persa contro Brescia è che quando ci siamo (tutti, ma proprio tutti) innervositi, mettendo al centro della vicenda gli arbitri, abbiamo smarrito lucidità, giocato peggio e creato uno schermo che ci ha distanziati dalla realtà. A tal proposito, voglio sottolineare le dichiarazioni che rilasciò dopo gara tre in terra lombarda il general manager Francesco Lima: “Credo e spero che i quaranta minuti di Brescia ci siano serviti per toglierci di dosso questa sorta di ‘sindrome di Calimero’ che ci portiamo dietro da qualche tempo. Aleggia intorno a noi e dentro di noi l’idea che qualcuno ordisca un complotto e invece dobbiamo toglierci quest’idea dalla testa e non dobbiamo far altro che giocare come sappiamo. Ritengo che gli arbitri di gara tre ci abbiano dato dei segnali chiari, spiegandoci come non tollerassero il nostro atteggiamento: credo che faremmo bene, da questo punto di vista, a cambiare presto”. Insomma, rispettare la designazione e gli arbitri di domani è un segno di civiltà sportiva che dobbiamo a noi stessi, alla nostra meravigliosa squadra, ai nostri avversari, ricordandoci sempre che non saranno i due uomini in grigio a buttarla dentro.
Ho letto stamattina che in gara uno della finale Nba che si sta svolgendo negli Stati Uniti, all’American Arlines Arena, focolare domestico dei Miami Heats, un maxi-schermo invitava gli spettatori a segnalare chiunque si lasciasse scappare un urlo offensivo o maleducato nei confronti dei direttori di gara o dei Dallas Mavericks. So già che quei pochi che avranno avuto la pazienza di leggere fin qui penseranno: “Ok, ma lì lo sport è spettacolo, qui da noi è passione: non si può fare un paragone”. C’è un fondo di verità: ma questo appassionarci visceralmente, questo essere totalmente presi da una squadra che ci sta facendo vivere un’emozione fantastica non ci esime dal voler tendere ad essere migliori. Per noi stessi e per i nostri figli.
Con affetto, sempre e solo Forza Trapani!


Fabio Tartamella