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Stagione sportiva 2011 - 2012
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Solo una nota

Centoquattordici. 114

Trapani 23 settembre 2011

Centoquattordici. 114. Sì, da Ostuni a Canicattì sono trascorsi 114 giorni. E, inutile nasconderlo, il veleno nella coda dell’ammissione di Venezia in A/1 è l’ultimo atto di un’estate che ricorderemo per tutta la vita come una delle più tristi. Eppure, da qualche parte, tra qualche tempo, dovranno trovare traduzioni concreti i nostri pensieri. Dovrà succedere qualcosa per la quale dire “forse, non è stato tutto sbagliato”. Forse il destino ci riserverà il privilegio di poterci guardare indietro, tra qualche anno, e poter ripensare all’estate del 2011 come un passaggio obbligato per la crescita stabile della pallacanestro a Trapani e della Pallacanestro Trapani. Sono ancora addolorato e commosso: ho in testa le canzoni della notte della festa. Le strade piene e il bus scoperto. “Santarossa sciallalallallà, Santarossa sciallallallallalla…” è quella che mi faccio suonare di più in testa, chissà perché. E le facce dei Trapanesi Granata, e quella di mio figlio, e dei giocatori, e di tutti noi… Gli anziani che si affacciavano alle finestre, e gli sms del papà di Picchianti e quelle mani protese verso i giocatori. E tutto quello che non è possibile dire con le parole, e Gianni Cantagalli che salta sul tetto del pullman appena arrivato da Ostuni. Ma soprattutto quello che non è possibile dire con le parole. Io non so, non lo so. Non so proprio come farò a digerire tutto questo. Proprio, non ne ho idea. Però, so anche che la vita e sport, che ne è paradigma essenziale, impongono due cose: rispetto per chi lavora e sapere guardare avanti. Rispettare Pietro Basciano, i suoi collaboratori, gli allenatori e i giocatori della Pallacanestro Trapani significa non parlare più dello scorso anno. Saper guardare avanti significa non parlare più del passato. E’ per questo, forse per infantile voglia di scaricare l’enorme amarezza che ho in me e mi porto dentro, che ho scritto queste righe. Spendendo le ultime lacrime per quello che è successo e ho rivisto su youtube e sul nostro sito. Ma prendendo pubblicamente l’impegno che non parlerò più di cosa è stato. Ma di ciò che è e che sarà. Rimanere prigionieri del passato non va affatto bene. Quegli “eroi” non li dimenticheremo. Ma i nostri “eroi” oggi sono già altri. E si allenano ogni giorno al Palailio. Centoquattordici e basta. Non uno di più.

 


Fabio Tartamella