Owens il pronipote del mito
(il suo prozio era il grande Jesse, 4 ori a Berlino '36 - alla faccia di hitler - NDR - )
Gioca a Trapani a Basket, sogna NBA e Olimpiadi


"Decisi che non sarei andato giù, che avrei volato, che sarei stato in aria per sempre". Se riesci a fermare il tempo ed a rimanere sospeso in volo, puoi mettere la tua firma sotto queste parole, che tu sia un uomo che salta più in la' di chiunque o un giocatore di basket che si innalza sopra tutti. il primo a farlo è james cleveland owens detto jesse parlando del suo record mondiale di salto in lungo stabilito il 23 maggio del 1935 ad Ann Arbor nel michigan. idealmente, lo ripete il 9 agosto del 36 quando vince l'oro olimpico a berlino con un balzo appena più corto.
dopo quasi 70 anni c'e' un altro owens pronto a restare in aria: nome diverso, chris,; stesso sangue, perche' nipotedi uno dei fratelli di jesse; pivot della banca nuova trapani in lega due di basket. fino a pochi mesi fa custode di una palestra, con in tasca una laurea in storia ed il rimpianto per un infortunio al ginocchio che gli ha spezzato la carriera, Chris owens riparte dall'italia per realizzare il suo sogno: giocare nella nbs e andare a pechino 2008.
un secondo owens all'olimpiade, un po' come una favola, perche' a volte basta una parola, un nome per dare un segnale che va oltre lo sport. e la strada tortuosa ha Pechino da entrambi i capi con in mezzo la sicilia. è a pechino, all'universiade del 2001 che qualcuno di accorge di chris owens. una coincidenza quel cognome? No, è proprio quella famiglia. jesse owens ha 3 sorelle e 6 fratelli: uno di questi, sylvester, avrà un figlio, Rick, che sposerà Jean e avrà due bambine ed un maschietto, Chris, nato l'1 marzo 1979 a Akron, Ohio
Proprio a Sylvester èdovuto il chiarimento sul perche james cleveland si trasforma in Jesse, in una lettera alla sorella josefine, dopo che henry ed emma owens si sono trasferiti dall'alabama all'ohio, Sylvester racconta del primo giorno di scuola di J.C. e spieha che la maestra gli ha chiesto il nome, che lui ha risposto citando le iniziali (gei si è la pronuncia che coincide con quella di Jesse) e che lei ha capito Jesse!
Chris Owens ha appena 1 anno quando il suo famoso prozio muore, il 31 marzo del 1980. non puo' avere alcun ricordo. puo' solo affidarsi ai racconti dei genitori. "mi è rimasta impressa - dice chris - la sensazione di coriaggio che suscitava jesse. mia madre, da piccolo, mi parlava dell'atmosfera che c'era a quei tempi cosi' come lei l'aveva percepita dai racconti dei genitori di mio padre. c'era un clima di difficolta, di paura e non riguardava solo la germania ed il nazismo. purtroppo, la vita per i neri era dura anche negli stati uniti. mia madre mi faceva capire quanto jesse avesse dovuto lottare per affermarsi. aveva lavorato duramente e con lui tutta la famiglia. e jesse aveva risposto magnificamente perche' era forte nel cuore. la sua storia è diventata una lezione di vita per me".
lezione di vita che non si trasforma in una camicia di forza, a impedire lo sviluppo di una sua personalità. tutti si aspetterebbero che chris si dedichi all'atletica, un copione scontato, obbligato.
"fu proprio mia madre a dirmi che non avrei dovuto le orme di alcuno, che avrei dovuto fare solo quello che mi piaceva. e io cominciai a praticare molti sport: basket, football americano, volley. poi dopo che ci eravamo trasferiti a dallas, quando cominciai a frequentare la high school, scelsi il basket.
E non lo sceglie perche' lo pratica anche il padre Rick che ha giocato nell'universita dello iowa. " è solo perche' è lo sport che ha suscitato in me la passione più forte" cosi', si conquista un post nelle squadre universitarie di tulane e duncaville e va all’universiade di pechino 2001 che coincide con una grande delusione: gli usa sono battuti dalla cina di yao ming. “visto quello che lui ha poi dimostrato nella NBA, quella sconfitta ci pesa di meno anche se rimane scottante”
proprio dopo quell’esperienza, la mazzata. A dicembre 01 un serio infortunio al ginocchio destro . la ripresa sembra senza speranza: solo 16 minuti in una stagione NBA nei menphis grizzlies poi le leghe minori infine solo l’incarico di custode in una palestra!
Quest0estate la svolta. Il suo procuratore, Todd Eley, prega Luca Bianchi, nuovo allenatore del trapani, che conosce bene, di provare Chris Owens. Si allena per 15 giorni e Banchi decide di tenerlo. La scalata ai sogni puo’ ricominciare. “E’ stata dura – spiega Chris – ma non ho mai perso la fede in me stesso. E l’esempio di jesse è stato importante. Spesso, la gente mi chiede di lui. Nel momento in cui devo dare una risposta, sento un altro tipo di responsabilità: capire chi e cosa davvero lui fosse. E mi dico che ci posso riuscire se io stesso provo a seguire il suo esempio. Certo, in un altro sport, a modo mio, ma con lo stesso spirito di sacrificio. I primi buoni risultati non mi bastano: devo correre più veloce, saltare più in alto, avere più grinta. Così, riesco a vedere la luce in fondo al tunnel.
Un esempio per trapani, non solo per la squadra. Dopo l’allenamento, eccolo giocare, insieme ai suoi compagni, con una trentina di bambini dell’ospizio sieri pepoli,orfani o figli di famiglie in difficoltà: un’opera di promozione che la Banca nuova Trapani svolge in scuole e quartieri a rischio. “ mi piacerebbe essere un leadre per il Trapani, non per comandare, ma per saper trascinare la squadra in serie A1 e dare un contributo a questa città. Per me questa è una grande occasione umana: sono capitato in una terra con una grande storia, e piena di bellezze. Ci tengo a conoscerla meglio. La cosa più importante per un uomo e epr un atleta non non è la vittoria per se stessa ma dare il meglio di se!” ma lo sa che sono esattamente le stesse parole pronunciate da Jesse Owens a proposito dei suoi 4 ori di Belrino? “ no , davvero? Non lo sapevo” e sorride forse sentendosi più vicino a quella leggenda!
Vicino e dengo. Già perche’ sente anche lui l’esigenza di altri esempi in un mondo in cuoi le guerre non sono finite. Magari, un campione sportivo di terre come la Palestina o altri paesi senza pace potrebbe avere lo stesso valore di quegli ori del 1936. “ la gente si accorge di me perche’ sono nero e molto alto, poi quando comincio a parlare un po’ in italiano, mi sorride o forse apprezza lo sforzo che faccio per capirli. Il punto è questo, la comprensione, siamo tutti uguali, ridiamo o piangiamo tutti allo stesso modo. E tutti desideriamo la pace. Se poi sei uno sportivo hai la possibilità di dare l’esempio e io spero che arrivi qualche campione dai pesi più sfortunati proprio per dare una speranza al mondo”
Lui è prnto a fare la sua parte. “ sogno l’olimpiade, sos sicuro che ci andro, ci credo davvero” pronto a restare in aria piùa lungo possibile, come Jesse? “ ci provero’ ma quel suo salto a Berlino è qualcosa di diverso: durerà per l’eternità!”